Fisioterapista a Trento
Fisioterapia per persone con disabilità e bisogni complessi
Ci sono percorsi fisioterapici in cui l'obiettivo non è tornare come prima, ma stare meglio dentro la propria condizione: muoversi con più agio, tollerare meglio gli stimoli, guadagnare pezzi di autonomia, abitare un corpo meno faticoso. È la fisioterapia rivolta alle persone con disabilità e bisogni complessi, uno degli ambiti a cui il dott. Celoro tiene di più e su cui la sua esperienza si è formata sul campo.
In questi percorsi le ricette uguali per tutti non funzionano: ognuno comunica a modo suo, ha soglie e tempi propri. Il lavoro comincia dall'impararli, insieme alla famiglia e a chi si prende cura della persona ogni giorno.
A chi si rivolge
Il dott. Celoro segue a Trento persone di età diverse, tra cui:
- bambini, ragazzi e adulti con trisomia 21 (sindrome di Down) o con altre condizioni di origine genetica;
- persone nello spettro autistico, con una cura specifica per come ciascuno riceve e tollera gli stimoli;
- chi convive con una disabilità, presente dalla nascita o sopraggiunta, e ha bisogno di un accompagnamento motorio continuativo;
- situazioni di fragilità complessa, in cui l'intervento va coordinato con altre figure sanitarie.
Su che cosa si lavora
Gli obiettivi si definiscono insieme alla famiglia e si aggiornano nel tempo. A seconda della persona il lavoro può riguardare il modo di percepire e padroneggiare il proprio corpo, la capacità di stare dentro gli stimoli senza esserne travolti, il tono e la coordinazione, la qualità dei gesti che servono davvero nella giornata: camminare, sedersi, vestirsi, giocare, partecipare. Il metro del successo non è una scala di valutazione, ma la vita quotidiana: un gesto che prima non c'era, una fatica che si riduce, un'attività a cui si torna a prendere parte.
Un'esperienza nata sul campo
Prima di arrivare allo Studio, il dott. Celoro ha lavorato nelle residenze socio-assistenziali di Spiazzo, Cles, Trento e Taio e con pazienti a domicilio, e collabora con AISLA, l'associazione che sostiene le persone con sclerosi laterale amiotrofica e le loro famiglie. Sono contesti che insegnano ciò che nessun corso può dare: adattare il lavoro a corpi e giornate che cambiano, costruire fiducia con chi non comunica a parole, considerare la famiglia parte del percorso e non spettatrice.
Dentro un'équipe multidisciplinare
Nello Studio di Psicologia del dott. Michele Facci la fisioterapia per la disabilità si inserisce in un contesto dove lavorano psicologi, logopedisti e altri professionisti dell'età evolutiva e adulta: quando il progetto della persona coinvolge più fronti, dalla comunicazione al comportamento, le figure si coordinano tra loro. Per la famiglia significa un progetto coerente, con un solo filo conduttore, invece di una collezione di interventi separati.
Domande frequenti
Alcune domande ricorrenti delle famiglie.
- Il percorso è adatto anche a chi non collabora facilmente? Sì: la collaborazione non è un requisito di partenza, è un obiettivo del lavoro. Si comincia da ciò che la persona accetta volentieri e si allarga da lì, rispettando le sue modalità.
- I familiari possono assistere alle sedute? Non solo possono: spesso è utile. Molti obiettivi si consolidano nella quotidianità, e chi vive con la persona è il primo alleato del percorso.
- È possibile coordinarsi con la scuola o con altri terapeuti già presenti? Sì, con il consenso della famiglia: più il progetto è condiviso tra chi segue la persona, più i risultati tengono nel tempo.
Per capire se un percorso fisioterapico può essere utile, il primo passo è un colloquio conoscitivo con il dott. Celoro nella sede di Trento: si parte dalla storia della persona, senza fretta e senza percorsi preconfezionati.
Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Trento:
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Revisione clinica del 15 luglio 2026 a cura del Dott. Alfonso Celoro - Ordine TSRM PSTRP di Trento - Albo dei Fisioterapisti.